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Nuovi problemi per i colossi del food delivery

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La procura di Milano apre una maxi indagine con multe per 733 milioni

Verso l’assunzione obbligata per 60mila fattorini in tutta Italia e multe milionarie alle società Just Eat, Glovo, Deliveroo e Uber Eats.  Il capo d’imputazione? La violazione di norme sulla salute e sulla sicurezza del lavoro per le quali si profila una sorta di caporalato digitale.

La Procura di Milano ha stabilito che i riders impiegati per le consegne sono lavoratori subordinati, gestiti da un’intelligenza artificiale che li controlla e assegna incarichi in base a un algoritmo che penalizza chi non è sempre disponibile.

Ma da dove è partita l’indagine? Da Uber Eats, il maggio scorso, finita sotto inchiesta con la collaborazione di Inps e Inail per le irregolarità su migliaia di fattorini. Assodelivery, che riunisce Uber Eats, Deliveroo e Glovo, difende le sue associate sostenendo che operano nel rispetto delle normative vigenti.

Diversa la reazione di Just Eat che conferma l’avvio della contrattualizzazione per i suoi riders, come annunciato il 5 febbraio. Per far fronte al sorgere di queste diatribe, molti professionisti si stanno organizzando con la propria app, magari stringendo sodalizi con un’altra categoria messa a dura prova dall’emergenza sanitaria come quella dei tassisti.

La nuova figura degli shoppers

Oltre ai riders, in questo scenario di precari, si aggiunge la nuova figura degli shoppers ovvero fattorini che acquistano i prodotti di una lista della spesa prenotata online o via app, e li consegnano a domicilio.

A farla da padrone in questo settore è Everli con un aumento degli acquisti del 208%. I fattorini  che lavorano per la piattaforma, gli shoppers appunto, hanno 15 minuti di tempo per accettare l’ordine. Dovranno quindi recarsi il più velocemente possibile nel supermercato indicato per acquistare la lista e consegnarla nell’arco dell’ora successiva.

La velocità è tutto in quanto determina il numero di incarichi presi a giornata e quindi il compenso. L’algoritmo li classifica in base alla velocità e al giudizio dei clienti per decidere gli incarichi da passare.

Anche in questo caso, le associazioni che tutelano i lavoratori si stanno muovendo per contestualizzare e proteggere al meglio le nuove categorie nate in seno alla gig economy.

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