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La digitalizzazione in Italia

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Se si parla di digitalizzazione, l’Italia è uno dei fanalini di coda dell’Unione Europea. Il Desi, ovvero l’indice di digitalizzazione dell’economia e della società, viene pubblicato ogni anno dal 2014 e misura i progressi compiuti dai paesi dell’Ue in termini di competitività digitale.  L’ultimo report prima del lockdown mostra l’Italia nelle ultimissime posizioni per quanto riguarda le competenze digitali ma nelle prime sull’implementazione del 5G.

Un’altra nota a favore è che l’integrazione delle tecnologie digitali è in crescita. Questo denota comunque la voglia del nostro Paese di allinearsi con il resto del mondo e aprirsi ai mercati digitali.

Le imprese italiane però, presentano ritardi nell’utilizzo di tecnologie come il cloud e i big data, così come per quanto riguarda il commercio elettronico.  Proprio quest’ultimo, in tempi di restrizioni e covid, ha visto un crescente interesse da parte dei commercianti, come supporto all’attività consueta.

Essendo un campo in crescita e non ancora saturo, in molti si stanno prodigando per farne parte e accrescere i loro guadagni. Non è un mistero che durante il lockdown, il patron di Amazon sia riuscito a guadagnare ancora di più e che grandi catene del commercio come Tiger o Primark, sprovviste di e-commerce adeguati, abbiano invece subito ingenti perdite.

Il futuro si sposta sul commercio digitale anche in periodi floridi tant’è che, nei mesi estivi, i negozi virtuali hanno continuato ad apportare una grossa fetta del fatturato totale.

Il 2020 è sicuramente l’anno di svolta per l’Italia per riguadagnare posti in classifica e dall’Osservatorio e-commerce B2C arrivano già i primi dati: il Food&Grocery è il settore che sta rispondendo meglio durante questi ultimi mesi.

La clausura forzata ha costretto molte persone a rivedere le loro abitudini, consolidandone di nuove, come appunto i pasti consegnati nella sicurezza (e comodità) della propria casa.

I ristoratori che quindi hanno approfittato di questo periodo più tranquillo per attivare siti e app per il delivery stanno ora raccogliendo i frutti del loro investimento, facendo fronte così alle nuove e sempre più stringenti misure senza che il loro fatturato ne venga intaccato.

Laura Rossi

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